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Thursday, July 12, 2007

Russia: cucciolo di mammut emerso dal ghiaccio

E' stato trovato in posizione fetale, curvato su se stesso, come se stesse cercando protezione. Si tratta di un cucciolo di mammut femmina di 5, 6 mesi di vita, risalente a 10 mila anni fa, lungo 130 centimetri e alto 85 e dal peso di oltre 50 chili. E' stata battezzata col nome di Ljuba.

E' stato trovato in perfetto stato di conservazione: pelliccia, zampe, tronco, occhi tutto in perfetto ordine; soltanto la coda presenta una mutilazione, dovuta probabilmente ad un morso. Il che fa pensare che possa essere rimasto coinvolto in una schermaglia contro un altro gigante predatore, anche se non ci sono ancora indizi sulla causa della sua morte.

Lo ha trovato, inciampandogli addosso, un pastore di renne lo scorso maggio in Siberia nord occidentale nella penisola russa di Yamal, coperto da uno strato di ghiaccio. Il fatto deve essere accaduto nel corso dell'ultima grande glaciazione, quando i mammut, apparsi circa 4,8 milioni di anni fa, cominciarono a svanire dal pianeta.

Tuttavia, i ricercatori russi ne hanno rivelato la scoperta soltanto adesso, dopo che la carcassa del piccolo mammut è stata esaminata da un gruppo di esperti giapponesi, i quali stanno già pensando di clonarlo attraverso il Dna che riusciranno a prelevare. Per clonare però un animale, servirebbe un genoma in perfetto stato di conservazione ma i tempi di degradazione della doppia elica sono molto rapidi e spesso non restano altro che frammenti di Dna interrotti e insufficienti per ottenere la clonazione.

Il dottor Adrian Lister, grande esperto di mammut del Natural History Museum, pensa che è la più importante specie trovata intatta da 200 anni a questa parte ed è la più completa. Ha inoltre aggiunto: "Affinchè un tessuto molle gigantesco sopravviva, deve essere sepolto rapidamente nella melma, o in un terreno che congela rapidamente. Non si sa ancora come il cucciolo di mammut sia morto, ma può essere caduto in una fosso, dove è stato rapidamente congelato".

video from Reuters

Monday, April 02, 2007

Il Plutonio

Lo scorso autunno, tra USA e Russia è stato raggiunto un accordo per collaborare alla conversione del plutonio da bombe in surplus. Ciascun Paese ne convertirà 34 tonnellate metriche, quantità sufficiente a fabbricare più di 16mila ordigni.

Si tratta di un importante passo in avanti nell'attuazione di un programma che converte Plutonio usabile a fini militari in una fonte di energia non a rischio di proliferazione.

Forse entrambi i Paesi hanno bisogno del Plutonio per progettare astronavi interstellari.

In realtà una fonte di energia in grado di far raggiungere all'astronave una frazione non trascurabile della velocità della luce esiste già, e si chiama reattore autofertilizzante; in tale reattore il combustibile è costituito da uranio non arricchito (o anche "impoverito") e da una quantità non elevata di plutonio.

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Plutonio: elemento chimico artificiale transuranico (simbolo Pu, numero atomico 94) scoperto nel 1940 da Glenn Theodor Seaborg (1912-), Edwan Mattison MacMillan (1907-1991) e collaboratori. È un elemento radioattivo che si ottiene nei reattori nucleari partendo dall’uranio-238. L’isotopo più facilmente ottenibile è il Pu-239 (periodo di dimezzamento di circa 24.000 anni), che si forma abbondantemente nei reattori nucleari. Il plutonio e i suoi sali tendono a fissarsi in alcuni tessuti, in particolare nelle ossa, dando luogo a gravi lesioni dovute alla sua radioattività; è inoltre un potentissimo veleno chimico. Purtroppo è uno dei principali costituenti degli ordigni nucleari.