Monday, September 24, 2007

Virus: una guerra difficile

Negli anni 70 si pensava che la scienza avesse vinto la guerra contro le malattie infettive. Alla gente fu fatto credere che malattie infettive quali il vaiolo, la tubercolosi, la polmonite, il tetano, la pertosse, il morbillo, la scarlattina e la difterite furono debellate da medicinali e vaccini scoperti grazie alla vivisezione e con la sconfitta del parassita che causava la malaria, la Comunità scientifica tirava un sospiro di sollievo. Ma presto si capì che questo inaspettato successo era in effetti solo un'apparente ritirata e con l'avvento della legionellosi, una grave malattia dell’apparato respiratorio nota anche con il nome di "morbo del legionario", e dell'Aids, nonchè con la comparsa di versioni resistenti ai farmaci di vecchie malattie come la tubercolosi e le infezioni da stafilococco, questo tipo di atteggiamento cominciò con lo sfaldarsi. Dopo un più che giustificato momento di sconforto, gli scienziati smisero di pensare a quando le malattie infettive sarebbero state annientate, iniziandoa domandarsi dove sarebbe apparsa la prossima epidemia. Con l'esplosione dell'Ebola e del virus di Marburgo in Africa, gli specialisti in campo medico compresero che la guerra era lungi dall'essere finita. La paura si diffuse a manoa mano che i virus Junin, Machupo e Sabia apparivano in Sud America. Nel 1994 fece la sua comparsa un virus anonimo, conosciuto come "X", uscì dalle foreste pluviali del Sudan meridionale uccidendo migliaia di persone per poi scomparire con la stessa velocità con cui era sopraggiunto, lasciando gli epidemiologi a domandarsi dove e quando sarebbe potuto ricomparire. Sembra probabile che esistono virus simili di cui non si sa nulla in Africa e Sud America. All'epoca, il professor Stephen Morse, della Rockfeller University , esperto di Ebola disse: "Probabilmente quella che vediamo è solo la punta dell'iceberg della massa di virus che possono attaccare l'uomo. L'Aids e l'Ebola possono essere soltanto un'avvisaglia di molti altri virus mortali che potrebbero fare improvvisamente la propria comparsa tra gli uomini, in seguito a mutazioni genetiche o a cambiamenti sociali (e climatici- diciamo noi -) favorevoli alla malattia. Mai parole furono più veritiere, visto l'emergere di nuove malattie virali con una frequenza molto più intensa. Lo sta ad evidenziare quanto accaduto in un villaggio del Congo, dove un misterioso virus ha ucciso, sinora, decine di persone, manifestandosi attraverso febbri emoraggiche che passano il sistema nervoso centrale e causano la perdita di sangue da occhi, naso e orecchie.

Ora gli scienziati stanno cominciando a mettere i nomi a centinaia di virus non comuni che fanno tossire, starnutire, che danno grossi problemi di respiro... Sono conosciuti come cold viruses (virus freddi), e si trasmettono attraverso l'aria infestata da chi tossisce e starnutisce o dal contatto con la saliva o le secrezioni nasali di una persona infetta, direttamente o sulle superfici contaminate.

Proprio la settimana scorsa gli scienziati hanno descritto come le nuove tecniche di ricerca stanno scoprendo una miriade di nuovi virus respiratori - compreso un nuovo virus: monster-sized virus - e stanno unendo gli sforzi con grande impegno per meglio comprendere il ruolo di questi virus nella malattia.

"Abbiamo aggiunto alla lista un gruppo di virus,alcuni dei quali di cui non abbiamo mai sentito parlare prima" ha detto Kenneth McIntosh dell'Harvard Medical School in un meeting a Chicago sulla microbiologia. C'è da osservare, che soltanto di recente gli scienziati hanno potuto disporre di nuovi macchinari e strumenti sofisticati per combattere con mezzi più appropriati questi nuovi virus. Ha detto McIntosh a Chicago: "Noi sappiamo che essi sono là... ma non sappiamo cosa realmente dobbiamo cercare per conoscere la loro capacità di produrre la malattia" (chi è interessato all'articolo completo in inglese sul meeting di Chicago, clicchi Qui).

Dulcis in fundo, ogni Paese che riuscisse ad ottenere dei campioni di queste malattie e imparasse a diffonderle in modo efficiente, avrebbe a disposizione una potente arma capace di creare un panico generale le cui conseguenze potrebbero essere inimmaginabili.

Friday, September 21, 2007

Perù: svelato il mistero del meteorite?


L'oggetto che sabato scorso ha colpito le alte pianure del Perù, e che ha causato tra i residenti della comunità peruviana di Carancas (Puno) una misteriosa malattia, sfociata in una tremenda emicrania, mal di testa, nausea e vomito...è un genere raro di meteorite. Lo hanno annunciato poche ore ore fa gli scienziati. Dopo avere prelevato i campioni per portarli in un laboratorio della capitale Lima, un team di ricercatori peruviani ha confermato le origini dell'oggetto piombato dal cielo nei pressi del lago Titicaca. L'accaduto aveva dato adito ad una ridda di ipotesi, stimolando le fantasie e speculando sul fatto che l'esplosione avesse potuto avere origine da una eruzione sotteranea dei geyser o dal rilascio di gas nocivo della materia finita nel sottosuolo. Secondo Luisa Macedo, ricercatrice presso l'INGMMET (Peru's Mining, Metallurgy, and Geology Institute), che ha visitato il luogo d'impatto, il malessere è il risultato dei fumi di arsenico inalati. Il meteorite ha generato il gas quando la superficie calda dell'oggetto è venuta a contatto con un rifornimento idrico sotterraneo inquinato d'arsenico. Sono numerosi i depositi di arsenico trovati nel sottosuolo nel Perù del sud, ha spiegato Modesto Montoya, un fisico nucleare che ha collaborato col team. I depositi formatesi in modo naturale contaminano anche l'acqua potabile locale. "Se il meteorite arriva incandescente ad un'alta temperatura causata dall'attrito nell'atmosfera, colpire l'acqua può generare una colonna di vapore" spiega José Ishitsuka, un geologo del Peruvian Geophysics Institute, che ha analizzato l'oggetto. Già da mercoledì, tutti e 30 i residenti colpiti dallo strano malessere stanno meglio. Al geologo peruviano, i locali, che hanno temuto per la loro vita, hanno descritto il meteorite come una palla luminosa, infiammata e con una lunga scia di fumo. L'impatto del meteorite ha fatto innalzare i residui fino ad un'altezza di 250 metri, con alcuni materiali atterrati sul tetto di una casa a 120 metri dal cratere, riporta Ishitsuka al National Geographic. Il cratere assomiglia ad uno stagno fangoso largo 13 metri e profondo 10. Dai campioni prelevati gli scienziati peruviani hanno confermato che si tratta di un meteorite, sul quale non hanno rivelato alcuna radiazione insolita. "Tutto ha radioattività, persino le roccie sotterranee" ha detto Modesto Montoya "ma niente fuori dall'ordinario è stato trovato".

L'analisi preliminare del l'INGMMET non ha rivelato frammenti del metallo, ma una rara roccia di meteorite. Il metallo viene su meglio dal calore generato dagli oggetti che entrano nell'atmosfera della terra, e la maggior parte dei meteoriti sono metallici, come quello che il 5 gennaio è piombato nella sala da pranzo di una casa del New Yersey (immagine a lato). I campioni analizzati presentano i bordi lisci, erosi dall'impatto con l'atmosfera, e hanno una quantità significativa di materiale che si attacca al magnete, il che dimostra la presenza del ferro. Mentre invece, i campioni di acqua prelevata nel cratere risultano normali, sebbene il colore e la composizione del terreno si presentano "insoliti" per la zona, ha fatto notare la Macedo. E per coloro che pensavano che l'oggetto venuto dal cielo potesse essere una parte di spazzatura spaziale rilasciata da qualcuno dei tanti satelliti obsoleti a spasso nello spazio, ci ha pensato José Machare, consulente geologo INGEMMET, a porre finea queste voci, dicendo che si tratta di un frammento roccioso e le roccie che cadono dal cielo possono soltanto essere meteoriti.

Fonte: il professor €chos.blogosfere.it