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Sunday, February 17, 2008

PowerUp 3D Game: salvare il pianeta con l'innovazione tecnologica



Una guerra contro il tempo per salvare la vita del pianeta Helios. E' quello di cui si occupa il gioco online messo a punto dai laboratori IBM e che è stato lanciato venerdì nel corso dell'apertura dell'Engineer's Week 2008, avvenuta a Washington, nel National Building Museum. Duecento ragazzi, tra i 12 e i 16 anni, hanno contribuito a creare PowerUp 3D Game, fornendo input e consigli ai creatori dell'IBM.

L'innovazione è la chiave per la competitività in una economia integrata globalmente, e all'America serve che i giovani abbiano più interesse nella matematica e nella scienza. Mondi virtuali e 3-D sono una risorsa inesplorata in materia di istruzione. Abbiamo chiesto ai nostri migliori ricercatori di incorporare l'uso di questa tecnologia nel programma di studi educativo tradizionale. Sono più o meno queste le parole dette da Stanley Litow, pezzo grosso dell'IBM, rivolgendosi ad una platea fatta di molti giovani.

IBM difatti lancia una 3D multi-player online game (www.powerupthegame.org), che sarà una sfida per aiutare i ragazzi a salvare il pianeta dal disastro Helios. Il game, che può essere giocato da soli o assieme ad altri, dota il giocatore di un pianeta in rovina che bisogna salvare da tempeste di sabbia ed inondazioni e "SmogGobs", prima che le risorse naturali sono esaurite. Con l'aiuto di turbine eoliche, pannelli solari, e sfruttando appieno la forza dell'acqua, bisognerà prendere da soli decisioni importanti circa il consumo energetico. Il tutto, confortato dall'ausilio delle forti competenze in campo, quali ingegneri che offrono la loro esperienza e che agiscono come guide. Un modulo interattivo permette inoltre ai giovani di imparare la tecnologia 3-D e come costruire mondi virtuali.

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Fonte: il professor echos

Video su YouTube by
IBMLabs

Fonte: www.computerworld.com www.informationweek.com

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Saturday, February 09, 2008

Energia dal corpo umano

In un mondo troppo dipendente dal petrolio, ogni energia alternativa è una manna. E ora, dal Canada e dalla Svezia, arrivano due invenzioni che sfruttano quella del corpo umano.

La prima, sviluppata alla Simon Fraser University, è una sorta di ginocchiera che, attraverso una dinamo, accumula l' energia prodotta dal movimento della gamba. Alcune ore di passeggiata producono 5 watt di potenza, sufficienti a ricaricare 10 cellulari.

La seconda sarà installata nella stazione di Stoccolma, dove passano 250mila persone al giorno. Il calore da loro sviluppato verrà catturato da ventilatori che lo convoglieranno nell'impianto di riscaldamento.

Per leggere la notizia per intero (in inglese) potete cliccare qui oppure qua

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Fonte: Televideo
Immagine: www.telegraph.co.uk/
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Friday, January 04, 2008

Fotovoltaico e nanotecnologie

Secondo un annuncio fatto dall'Università di Copenhagen, il Dr. Martin Aagesen ha sviluppato un nuovo materiale, il nano flakes (nano fiocchi), che può rivoluzionare la trasformazione di energia solare in elettricità.

Come è noto, l'energia prodotta dal sole non può essere sfruttata da un impianto elettrico come quello usato abitualmente nelle abitazioni, in quanto è necessario trasformare questa energia attraverso un inverter. Se si risolvesse questa "lacuna", chiunque, in futuro, potrà beneficiare di elettricità solare e risparmiare denaro. Il nano flakes ha il potenziale di convertire fino al 30% di energia solare in energia elettrica.

Con le nanotecnologie gli studi si evolvono in maniera veloce. Lo studio della materia a livello micro e nano (molecole, atomi, cellule, geni) è reso possibile da sofisticati strumenti d'indagine che indirizzano lo sguardo umano sempre più in profondità. Anche quando sono applicate al fotovoltaico.

Il nano flakes permette di ridurre i costi di produzione di celle solari, in quanto, grazie all'uso di nanotecnologie, e alla sua struttura si può usare meno silicio.

Martin Aagesen (foto a lato), che è anche direttore della SunFlake Inc., dice inoltre che i nano flakes hanno anche la possibilità di sfruttare al meglio l'energia solare, nella distanza del trasporto di energia nella cella solare.

Durante il suo lavoro per la tesi di dottorato presso il Nano-Science Center and Niels Bohr Institute, Aagesen, scoprendo il nuovo materiale, non ancora catalogato, ha detto: "una perfetta struttura cristallina, a prima vista molto rara, in grado di assorbire efficacemente la luce e dal potenziale inequivocabile", che potrebbe diventare una perfetta cella solare...

La scoperta del nuovo materiale, come è ovvio, ha suscitato molta attenzione internazionale, meritando anche un articolo sulla rivista Nature.

Se le future celle di Aagesen imboccherranno la giusta strada, si rivelerà di certo, un importante passo avanti nello sfruttamento dell'energia solare.

Wednesday, December 12, 2007

Consumo di energia dei primi 15 Paesi al mondo

Ecco la lista dei primi 15 Paesi al mondo riguardo il consumo di Energia. Meglio di così, questa tabella, non poteva venire!

Monday, December 03, 2007

Bali: si apre il vertice sul clima

dal nostro inviato John Keyman

Bali - Si è aperto a Bali il vertice mondiale sul clima, ed aprirlo quì, in questa isola da sogno, perla incontaminata dei viaggiatori degli anni '60, oggi martoriata... fa del summit un evento quanto mai significativo. Assieme alla grave situazione climatica dell'emisfero Nord, dove la velocità potrebbe essere così elevata tanto da vedere già dal 2030 aumentare di 3,5 gradi la temperatura in Groenlandia, e il rischio desertificazione nell'Europa del sud... anche questa parte del mondo, soggetta a frequenti inondazioni, corre rischi molto seri e più ravvicinati nel tempo, tant'è che la maggioranza degli abitanti di Bali ma anche di Java, da cui è separata da uno strettissimo canale, temono che un altro tsunami possa abbattersi sulle loro isole.

D'altronde, da quanto scaturito dall'ultimo rapporto dell'Ipcc presentato a Valencia, potrebbe essere ancora più veloce di quanto ipotizzato sinora l'impatto sull'ambiente innescato dai gas serra prodotti dall'uomo e il conseguenziale aumento della temperatura terrestre.

Sulla base di questo rapporto, i governi del mondo discuteranno a Bali se dare o no seguito al Trattato di Kyoto, in scadenza nel 2012, il quale prevede la riduzione del 5,2% delle emissioni di CO2 dei Paesi industrializzati (Cina e India escluse, e al quale non aderiscono gli Stati Uniti) o trovarne un degno successore, un nuovo Trattato, che possa sostituire con più efficacia quello obsoleto e fallimentare di Kyoto. Ma potrebbero anche trovare una nuova strada per il controllo dei gas serra, basata sullo sviluppo di nuove fonti di energia, trasferibili anche in quei paesi dove il boom industriale è appena partito, vedi i due colossi asiatici Cina e India, che viaggiano ad una velocità impressionante, e che sono sul banco degli imputati per il forte contributo all'effetto serra. Entrambi, si oppongono a firmare trattati sui cambiamenti climatici, che potrebbero ostacolare la loro crescita economica. Ma se non firmano loro, neanche gli Stati Uniti lo faranno... Allora, senza la firma di Cina, India e Usa... varrebbe forse qualcosa firmare un nuovo trattato?

Già da qualche giorno molti dei delegati provenienti da ogni parte del globo si sono raccolti su questa stupenda isola indonesiana, forse dal clima troppo soffocante - tipico del resto dei climi tropicali - per prendere parte ai lavori di apertura della XIII Conferenza delle Parti della Convenzione delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici, che durerà 12 giorni. Saranno 190 le delegazioni, più di 10mila i funzionari al seguito... Tutti gli alberghi della costa sono affollati, soprattutto a Sanur, la zona più turistica a sud del capoluogo Denpasar, ma anche a Kuta, nella zona più a sud ovest dell'isola, famosa per la sua lunga spiaggia e per gli amanti del surf.

Sunday, November 11, 2007

Certo, se fosse vero...!

da il professor echos.blogosfere

Certo, se fosse vero
, il futuro energetico del mondo potrebbe rivelarsi meno minaccioso di quanto si prospetti, visto che il problema d'una delle fonti energetiche pulite più diffuse, il nucleare, non è tanto nella sicurezza, che con la tecnologia attuale potrebbe anche essere risolto... ma nelle scorie radioattive, capaci di resistere nell'ambiente centinaia di migliaia di anni...!

La sorprendente notizia, riportata ieri l'altro dal quotidiano Libero, e ripresa da diversi siti, parla di due scienziati italiani che sono riusciti a trovare la strada per produrre energia nucleare da materiali non radioattivi attraverso gli ultrasuoni.

I due scienziati sono Fabio Cardone, fisico nucleare che ha svolto attività di ricerca presso il Cern di Ginevra e di insegnamento in varie università internazionali e Roberto Mignani, docente di fisica teorica all'Università di Roma 3, che, con la collaborazione di tecnici militari, hanno condotto una ricerca sulle reazioni piezonucleari dal 2003 presso laboratori militari e civili, le cui conseguenze potrebbero ripercuotersi sia in campo medico (lo studio delle trasmutazioni della materia prodotte da questo fenomeno può portare a metodi per l'eliminazione dei tessuti dannosi nel corpo umano mediante la loro trasformazione, senza la necessità di un vero e proprio intervento chirurgico), sia nella futura industria nucleare, grazie al vantaggio di poter operare con sostanze non radioattive di facile reperimento e approvvigionamento.

La scoperta consiste nelle reazioni nucleari causate dagli ultrasuoni all'interno di elementi naturali privi di radioattività, chiamate reazioni piezonucleari, le quali permettono di liberare neutroni da elementi naturali inerti grazie all'uso di un generatore meccanico di ultrasuoni alimentato ad energia elettrica. Inoltre queste reazioni liberano direttamente anche energia ed inducono gli elementi a cambiare natura trasmutandoli. Tuttavia, se, invece che ad elementi inerti, queste reazioni vengono applicate a piccole quantità di sostanze radioattive, queste ultime riducono la loro radioattività in tempi diecimila volte più brevi dei tempi naturali di riduzione. La scoperta, riferisce Fabio Cardone nell'articolo di Libero scritto da Antonio Socci, può trovare ampi campi di applicazione, sia realizzando il controllo e la eliminazione di sostanze radioattive indesiderate nella esistente industria nucleare per la produzione di energia, sia nella futura industria nucleare grazie al vantaggio di poter operare con sostanze non radioattive di facile reperimento e approvvigionamento. In parole semplici, saremo in grado di ricavare energia nucleare pulita da minerali comuni e non radioattivi. Questo punto, dice Cardone, è rilevante poiché permetterebbe alla industria nucleare di rendersi, in prospettiva, ragionevolmente indipendente dall'approvvigionamento di minerali radioattivi con conseguente forte riduzione della dipendenza geopolitica dalle aree di produzione. Un discorso a parte meritano le applicazioni nel campo della difesa e dello studio dei materiali, grazie alla disponibilità di macchine in grado di generare neutroni analoghe alle macchine generatrici di raggi X.

Il prezioso lavoro dei due fisici italiani è stato pubblicato di recente dalla casa editrice tedesca Springer Verlag, in un volume intitolato "Deformed spacetime (Geometrizing Interactions in Four and Five Dimensions).

Immagine: www.cartesio-episteme.net


Monday, October 22, 2007

Petrolio antico


Ancor prima che il colonnello Edwin Drake nel 1859 in Pennsylvania, compì la prima trivellazione, che diede poi il via allo sviluppo dell'industria petrolifera, il terribile idrocarburo, che sta avvelenando il nostro pianeta e che sta dissanguando le nostre finanze, sarebbe già stato usato in passato. Lo si apprende dalla rivista francese Archeologia dell'aprile 1976.

Il petrolio ed i suoi derivati naturali (bitume, nafta, asfalto) erano conosciuti sin dall'antichità e venivano utilizzati per differenti scopi. Il petrolio "ispirò numerose religioni antiche". I maghi sumerici interrogavano il suo trasudamento e le emanazioni del gas libero per leggere nel futuro.

In seguito, l'uso degli idrocarburi divenne sempre più razionale. A Roma attribuivano al bitume delle virtù terapeutiche miracolose. In effetti, secondo quanto afferma Plinio il Vecchio nel I° secolo dopo Cristo, questo prodotto era particolarmente adatto a curare i reumatismi articolari, l'asma e persino l'epilessia. Ma i Romani utilizzavano il petrolio anche per l'illuminazione, servendosene come combustibile per il riscaldamento centrale e il rifornimento di acqua calda nelle terme popolari di Costantinopoli. Essi lubrificavano i mozzi dei loro carri con il bitume, usato già in epoca preistorica dagli abitanti delle città lacustri delle Alpi per fissare le punte delle frecce.

Più tardi l'olio di nafta viene utilizzato per la composizione del "fuoco greco", un arma letale, la cui struttura rimase gelosamente segreta per diversi secoli e che a più riprese ha salvato Bisanzio dagli assalti dei Barbari.

Gli idrocarburi non erano conosciuti soltanto dai popoli dell'Oriente e del Mediterraneo. In America gli Atzechi, qualche secolo dopo, adoperavano una varietà locale di petrolio per diversi usi, specialmente per assicurare l'impermeabilità dei recipienti di terracotta, dei condotti e dei serbatoi. Bastoncini di bitume bruciavano come incenso, mescolati con erbe aromatiche. Il petrolio era usato nella pittura quando era necessario il colore nero.

E' nel paese degli Inca che troviamo le prime testimonianze relative allo sfruttamento razionale degli idrocarburi. Sulle sponde del lago Titicaca gli Spagnoli scoprirono, al loro arrivo, una delle prime raffinerie di petrolio conosciute. Il petrolio veniva raccolto in grandi recipienti di terracotta esposti al calore solare. Man mano che la temperatura saliva, il liquido colava e veniva travasato in recipienti sottostanti. Una distilleria di questo tipo fu rinvenuta a Talara, luogo ancora oggi importante per il mercato petrolifero, in Perù.

Anche in Asia vi furono diversi esempi di sfruttamento degli idrocarburi. 2250 anni fa i Cinesi scoprirono un gas infiammabile e se ne servirono come di un combustibile pulito e poco costoso. Il gas era incanalato in tubi di bambù, le pipelines del tempo. I Babilonesi invece, secondo quanto detto da il geografo greco Stradone, vissuto a cavallo dell'era cristiana, avevano l'abitudine di bruciare l'asfalto liquido nelle loro lampade a fini di illuminazione. Gli Assiri l'impiegavano per accendere le torce e gli egiziani l'impiegavano, sotto forma di bitume, per la conservazione dei morti.

In Giappone si sono trovati pozzi di petrolio scavati nel 615. Ma è in Birmania, l'attuale Myanmar, che lo sfruttamento del petrolio sembra essere stato più fiorente: usato per il riscaldamento, l'illuminazione e la cottura dei cibi, veniva anche esportato nelle Indie... tale e quale come oggi.

Sempre nello stesso periodico francese, interessantissimo è quanto riferisce Jacques Ramin: "L'accensione accidentale del petrolio affiorante o del gas non poteva non essere notata e impressionare". Plinio segnala alcuni di questi fenomeni. A Faselide (antica città della Licia, in Asia Minore), scrive:" brucia il monte Chimera e la fiamma non si estingue né il giorno né la notte". L'acqua attizza i fuochi. Ancora nella Licia, i monti di Efesto s'incendiano non appena vi si accosta una torcia, tanto che i sassi e la sabbia dei ruscelli bruciano nel seno stesso delle acque...

Articolo from il professorechos.com

Immagine tratta da digitismi.blogspot.com

Monday, April 09, 2007

Energia nucleare



This is not your father's fusion reactor! Forget everything you know about conventional thinking on nuclear fusion: high-temperature plasmas, steam turbines, neutron radiation and even nuclear waste are a thing of the past. Goodbye thermonuclear fusion; hello inertial electrostatic confinement fusion (IEC), an old idea that's been made new. While the international community debates the fate of the politically-turmoiled $12 billion ITER (an experimental thermonuclear reactor), simple IEC reactors are being built as high-school science fair projects.

Dr. Robert Bussard, former Asst. Director of the Atomic Energy Commission and founder of Energy Matter Conversion Corporation (EMC2), has spent 17 years perfecting IEC, a fusion process that converts hydrogen and boron directly into electricity producing helium as the only waste product. Most of this work was funded by the Department of Defense, the details of which have been under seal... until now.

Dr. Bussard will discuss his recent results and details of this potentially world-altering technology, whose conception dates back as far as 1924, and even includes a reactor design by Philo T. Farnsworth (inventor of the scanning television).

Can a 100 MW fusion reactor be built for less than Google's annual electricity bill? Come see what's possible when you think outside the thermonuclear box and ignore the herd.

Il dottor Robert Bussard ha dedicato 17 anni della sua vita a perfezionare l'IEC, un processo di fusione che converte l'idrogeno ed il boro direttamente in elettricità producendo l'elio come gli unici residui.