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Friday, January 04, 2008

Fotovoltaico e nanotecnologie

Secondo un annuncio fatto dall'Università di Copenhagen, il Dr. Martin Aagesen ha sviluppato un nuovo materiale, il nano flakes (nano fiocchi), che può rivoluzionare la trasformazione di energia solare in elettricità.

Come è noto, l'energia prodotta dal sole non può essere sfruttata da un impianto elettrico come quello usato abitualmente nelle abitazioni, in quanto è necessario trasformare questa energia attraverso un inverter. Se si risolvesse questa "lacuna", chiunque, in futuro, potrà beneficiare di elettricità solare e risparmiare denaro. Il nano flakes ha il potenziale di convertire fino al 30% di energia solare in energia elettrica.

Con le nanotecnologie gli studi si evolvono in maniera veloce. Lo studio della materia a livello micro e nano (molecole, atomi, cellule, geni) è reso possibile da sofisticati strumenti d'indagine che indirizzano lo sguardo umano sempre più in profondità. Anche quando sono applicate al fotovoltaico.

Il nano flakes permette di ridurre i costi di produzione di celle solari, in quanto, grazie all'uso di nanotecnologie, e alla sua struttura si può usare meno silicio.

Martin Aagesen (foto a lato), che è anche direttore della SunFlake Inc., dice inoltre che i nano flakes hanno anche la possibilità di sfruttare al meglio l'energia solare, nella distanza del trasporto di energia nella cella solare.

Durante il suo lavoro per la tesi di dottorato presso il Nano-Science Center and Niels Bohr Institute, Aagesen, scoprendo il nuovo materiale, non ancora catalogato, ha detto: "una perfetta struttura cristallina, a prima vista molto rara, in grado di assorbire efficacemente la luce e dal potenziale inequivocabile", che potrebbe diventare una perfetta cella solare...

La scoperta del nuovo materiale, come è ovvio, ha suscitato molta attenzione internazionale, meritando anche un articolo sulla rivista Nature.

Se le future celle di Aagesen imboccherranno la giusta strada, si rivelerà di certo, un importante passo avanti nello sfruttamento dell'energia solare.

Saturday, April 28, 2007

A come Acqua

Di tutta l'acqua presente sulla Terra, 1,4 miliardi di Km³ , solo l'1% è acqua dolce, cioè acqua che si può bere. Tuttavia 2/3 di essa si trova racchiusa nelle calotte polari e nelle nevi perenni. Così l'acqua disponibile ricavata dai fiumi, dai laghi, gli acquiferi rappresenta solo lo 0,26% delle riserve totali d'acqua dolce.

L'acqua potabile è quella destinata al consumo umano di tipo alimentare o domestico. Deve quindi possedere requisiti chimici, fisici, batteriologici e organolettici che la rendono sicura e gradevole. Non deve contenere sostanze organiche o germi patogeni (salmonella, vibrioni, batteri coliformi...) ma può contenere tracce di sostanze chimiche nocive. Può avere origine naturale (l'acquadolce delle precipitazioni, dei ghiacci,sorgenti, falde sotterranee) o essere ottenuta con processi fisico-chimici di depurazione.

Nei Paesi ad economia avanzata le fonti d'acqua dolce naturale sono sempre più inquinate dal ricorso massiccio ai prodotti chimici in agricoltura (fertilizzanti, pesticidi) e dagli scarichi domestici e industriali, nei Paesi poveri le risorse sono danneggiate dal degrado dei suoli e dalla contaminazione di microrganismi patogeni.

La scarsità d'acqua potabile è diventata ormai un'emergenza planetaria ed è probabile che in futuro sarà la causa scatenante di guerre per aggiudicarsene l'accesso e il controllo.

Secondo recenti stime fornite dall'OMS, oltre 1 miliardo di persone nel mondo non ha accesso ad alcun tipo di acqua potabile trattata. Ogni anno 1,6 milioni di persone, la maggior parte delle quali bambini di età inferiore ai 5 anni, muoiono per malattie diarroiche come il colera imputabili al consumo di acqua insalubre (tifo, colera, dissenteria) e alla mancanza delle infrastrutture sanitarie di base, mentre diversi milioni vengono infettati da parassiti trasmissibili con l'acqua. Gli Obiettivi di sviluppo del millennio chiedono di dimezzare entro il 2015 la percentuale di persone prive di accesso ad acqua potabile sicura e a infrastrutture sanitarie di base.

L'acqua ha poi un ruolo fondamentale nell'agricoltura ed è quindi alla base della catena alimentare dell'intero Ecosistema. Secondo studi della Fao per arrivare a produrre un solo chilo di grano occorre addirittura una tonnellata di acqua dolce e per dissetare un bovino di 500 chili, occorre tanta acqua quanto ne serve per mantenere a galla un incrociatore.

Naturalmente il consumo maggiore di acqua verte sull'agricoltura, che a livello mondiale ne usa in media il 70 per cento, mentre in altri paesi in via di sviluppo questa percentuale sale al 90. Tuttavia solo il 20, 50% dell'acqua raccolta raggiunge le colture dato che gran parte di essa viene persa durante il trasferimento ai campi.

Da noi il problema è nella fatiscenza della rete idrica, fatta di condotte vecchie, realizzate nel corso dei decenni.

Si prevede che per il 2030 la produzione agricola mondiale dovrà aumentare del 67% per coprire il fabbisogno alimentare dei paesi in via di sviluppo.

Per rendere l'acqua potabile si utilizzano vari disinfettanti quali cloruri contenenti perossido, bromo, argento-rame, ozono... Tutti presentano benefici e svantaggi da valutare secondo le circostanze. Per trovare soluzioni innovative, sicure ed economiche si fa ricorso alle biotecnologie (felci geneticamnete modificate) e in altri casi alla tecnologia spaziale della Nasa, che si è ispirata ai dispositivi creati per rifornire di acqua gli astronauti in missione, che riciclano urina e fluidi umani, per inviare potabilazzatori portatili nelle zone di guerra. Presto i militari americani potranno contare su macchine che estraggono acqua direttamente dall'aria.

Esistono poi dispositivi economici e di ingombro ridottissimo, piccoli kit a forma di cannucce che depurano l'acqua mentre viene risucchiata. Tuttavia, il sistema più interessante è anche quello più antico è la luce solare.

Sodiswater
è il progetto finanziato dall'Unione europea che si propone di diffondere una tecnica semplice ed economica per fornire acqua potabile sicura alle popolazioni dei paesi in via di sviluppo: esporre al sole per almeno 6 ore consecutive delle bottiglie d'acqua filtrata, onde poter sfruttare il potere sterilizzante della radiazione ultravioletta. Sodiswater si occuperà anche della fotocatalisi, ossia dell'impiego di catalizzatori (in questo caso nanoparticelle) al fine di accellerare la distruzione dei microbi ad opera del Sole.

Fonte: alfabeto prof.€chos